Antico palazzo gotico appartenuto alla famiglia Pesaro, fu acquistato da Mariano Fortuny per farne la propria dimora e atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica, creazione di tessili, pittura; di tutte queste funzioni esso conserva ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni: dalla raccolta dei dipinti, ai preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, alle celebri lampade, tutto testimonia la geniale ispirazione dell’artista, il suo eclettico lavoro – tra sperimentazione, innovazione, qualità altissima di risultato - la sua presenza sulla scena intellettuale e artistica a cavallo tra ‘800 e ‘900.
Il palazzo fu donato al Comune da Henriette, vedova di Mariano, nel 1956.
Le collezioni museali sono costituite da un ricco fondo di opere e materiali che ben rappresentano i diversi esiti della ricerca dell'artista, ordinati per grandi argomenti di particolare rilievo: la pittura, la luce, la fotografia, il tessile e i grandi abiti.
Aperto al pubblico e visitabile complessivamente su tre piani, il Palazzo ospita mostre temporanee sia al piano nobile che nel suggestivo spazio al piano terra, cui si accede da Campo San Beneto.
Diana Vreeland. After Diana Vreeland
dal 10/03/12 al 25/06/12
Un
percorso che cerca di restituire il “magnifico incedere” con cuila
Vreelandha attraversato la moda del ‘900, prima negli anni di “Harper’s
Bazaar” e “Vogue”, poi nel suo ruolo di Special Consultant per il
Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York.
Diana Vreeland. After Diana Vreeland
dal 10/03/12 al 25/06/12
La prima grande mostra dedicata alla straordinaria e
complessa figura di Diana Vreeland (Parigi,1903- New York,1989), che
approfondirà i molteplici aspetti del suo lavoro e cercherà di dare
inedite chiavi interpretative della grammatica del suo stile e del suo
pensiero.
Il titolo sottolinea la necessità oggi di decontestualizzare i
molti pezzi che compongono la sua caleidoscopica carriera, per
riconnetterli in una nuova lettura dei molteplici significati che
sottendono alla sua ormai mitica esperienza professionale e umana.
Un’esposizione che non si limita a mettere in scena dei vestiti, per
quanto molti e straordinari saranno gli abiti si potranno ammirare, ma
mette in cortocircuito il tempo, gli oggetti e la loro stessa “aura”,
mostrando come la moda sia un fenomeno complesso e un osservatorio
privilegiato per interpretare gusti e tendenze della contemporaneità.
Si
potranno ammirare abiti che appartengono alla storia della moda e che
per la prima volta arrivano in Italia: i capi di Yves Saint Laurent e
Givenchy indossati da Diana Vreeland, provenienti dal Metropolitan
Museum of Art di New York, alcuni straordinari pezzi di Balenciaga di
proprietà del Cristóbal Balenciaga Museum, le creazioni più iconiche di
Saint Laurent della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent, e,
infine, abiti preziosi che hanno segnato la moda del secolo appena
passato, provenienti da prestigiose collezioni private e archivi
aziendali, fra cui capi di Chanel, Schiaparelli, Missoni, Pucci e
costumi dei Ballets.
Avere una bella cera. Le figure in cera a Venezia e in Italia
dal 10/03/12 al 25/06/12
Il
catalogo che accompagnerà la mostra, curato da Andrea Daninos, conterrà,
oltre alle schede delle opere esposte, realizzate con la collaborazione
di vari studiosi, un saggio esauriente dedicato al ritratto in cera in
Italia.
Avere una bella cera. Le figure in cera a Venezia e in Italia
dal 10/03/12 al 25/06/12
Nell’ambito del programma Primavera a Palazzo
Fortuny la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta al piano terra
del museo la mostra “Avere una bella cera”, che si propone di analizzare
un campo poco indagato della storia dell’arte, quello delle figure in
cera a grandezza naturale, soggetto affascinante che in anni recenti ha
suscitato l’interesse di numerosi artisti contemporanei, ma al quale non
è mai stata dedicata una esposizione tematica.
Il
progetto dell’esposizione nasce da due felici coincidenze: l’esistenza
nelle collezioni pubbliche e negli edifici di culto veneziani di una
serie di ritratti in cera e il centenario del primo saggio dedicato alla
storia del ritratto in cera, Geschichte der Porträtbildnerei in Wachs,
opera del celebre storico dell’arte della scuola viennese Julius von
Schlosser, del quale è uscita di recente la prima edizione italiana,
curata da Andrea Daninos.
La mostra riunirà per
la prima volta le poche testimonianze di questo genere esistenti in
Italia, presentandole in un percorso che prenderà l’avvio dal tema del
calco e della maschera funebre.
Nella prima sezione saranno esposte una
serie di maschere funebri in cera di dogi veneziani (XVIII secolo),
testimonianza pressoché unica dell’uso di “doppi” in cera nelle
cerimonie funebri.
Il visitatore potrà quindi ammirare l’unica
testimonianza visiva pervenutaci di figure votive a grandezza naturale,
il Libro dei miracoli di Vincenzo Panicale, manoscritto degli inizi del
XVII secolo, che documenta i voti posti nel Santuario di S. Maria della
Quercia a Viterbo.
Seguiranno volti di santi e di
criminali, due soggetti ricorrenti nella tradizione cero-plastica.
I
primi saranno rappresentati da dodici busti di santi francescani,
databili al XVIII secolo, realizzati in cera con occhi di vetro e
capelli veri, opere che costituiscono un unicum di questa particolare
iconografia religiosa. In contrapposizione sarà possibile vedere una
serie di ritratti di criminali, realizzati alla fine dell’Ottocento
dall’allievo di Cesare Lombroso, Lorenzo Tenchini
La
sezione centrale della mostra è dedicata alla tradizione del ritratto
in cera in Italia.
Introducono questa sezione due figure-ritratto
vestite a grandezza naturale, che rappresentano due bambini veneziani
del Settecento.
Le due opere, già ricordate da Schlosser e da Mario
Praz, che le paragonava ai protagonisti del Giro di vite di Henry James,
oggi conservate nei depositi di Palazzo Mocenigo, non sono state
esposte al pubblico da decenni e la loro presentazione costituirà
certamente motivo di stupore per la qualità dell’esecuzione e per
l’inquietante realismo.
La scuola bolognese, unica città in Italia dove l’arte del ritratto in
cera a grandezza naturale ebbe vasta diffusione, sarà rappresentata da
veri e propri specialisti del genere, Luigi Dardani, Angelo Gabriello
Piò e Filippo Scandellari.
Nell’ultima sezione la
mostra presenterà le opere di due artisti che lavorarono fuori
d’Italia, autori di esposizioni di figure in cera.
Di Joseph
Müller-Deym, misterioso nobile austriaco, che nel Settecento a Vienna
possedeva un celebre museo delle cere, sarà presentato il ritratto di
Maria Carolina di Borbone mentre del piemontese Francesco Orso, che
negli anni della Rivoluzione francese aprì a Parigi un’analoga
esposizione di cere, saranno presentate le opere realizzate per la corte
Sabauda.
La ricchezza ed eccezionalità delle
opere in mostra è dovuta alla generosità di prestiti provenienti da
chiese, università scientifiche e musei come il Museo del Dipartimento
di Anatomia Umana, Farmacologia e Scienze Medico-Forensi dell’Università
di Parma, il Palazzo Reale di Napoli ecc.
Palazzo Fortuny San Marco 3780, Venezia
tel: 041/5200995
Orario 10:00-18:00
Ingresso museo e mostre :
Euro 9,00

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