
Il progetto è attribuito all'architetto veneziano Giorgio Massari (1687-1766), che all'epoca stava ultimando anche Ca’ Rezzonico, al di là del Canal Grande.
Fu commissionato dalla famiglia Grassi, originaria di Chioggia, che aveva acquistato un terreno di forma trapezoidale con un’ampia facciata sul canale.
Si suppone che i lavori siano stati avviati nel 1740 o nel 1748 e ultimati dopo la morte di Anzolo Grassi nel 1758 o, più probabilmente, quella del figlio Paolo nel 1772.
Palazzo Grassi fu l’ultimo edificio a essere costruito prima della caduta della Repubblica.
Dopo la rapida estinzione della famiglia e della ricchezza Grassi, l'edificio entrò a far parte di patrimoni immobiliari più o meno fortunati che ne trasformarono più volte la destinazione.
Nel 1840 – sotto il regno dell’imperatore d’Austria Ferdinando I – i fratelli Angelo e Domenico Grassi cedettero il palazzo alla Società Veneta Commerciale di Spiridione Papadopoli, che lo rivendette quattro anni dopo al tenore lirico Antonio Poggi, grande interprete del romanticismo italiano.
Quasi subito, questi lo cedette al pittore ungherese Józsej Agost Schöfft e, dopo la morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1850, la seconda moglie del pittore Giuseppina Lindlau vi stabilì per alcuni anni un albergo.
Nel 1857 l'edificio fu poi acquistato da un finanziere greco stabilitosi a Vienna, il barone Simeone De Sina, che apportò alcune trasformazioni alla struttura e ai decori.
Nel 1908 gli eredi vendettero il palazzo all'industriale svizzero Giovanni Stucky che morì due anni dopo lasciando l'edificio al figlio Giancarlo.
Alla morte di quest'ultimo, nel 1943, il palazzo passò nelle mani di un altro grande industriale e finanziere veneziano, Vittorio Cini che, dopo la perdita del beneamato figlio, se ne separò nel 1949.
Il palazzo fu allora acquistato da una società immobiliare che vi stabilì un Centro internazionale dell’Arte e del Costume.
Nel 1983 l'edificio passò al gruppo Fiat, che ne affidò la ristrutturazione all’architetto milanese Gae Aulenti.
Divenne uno dei centri espositivi più prestigiosi d’Europa: sotto la guida di illustri direttori (tra cui Pontus Hulten, Paolo Viti ed altri) Palazzo Grassi presentò ambiziose mostre di grande successo, dedicate all’arte e alla storia delle grandi civiltà.
In seguito alla morte di Gianni Agnelli, il gruppo Fiat decise di separarsi dall'edificio che nel maggio 2005 venne acquistato da François Pinault.
MADAME FISSCHER
15 aprile - 15 luglio 2012
La
mostra inaugura una serie di esposizioni monografiche dedicate ai più
importanti artisti contemporanei che saranno presentate a Palazzo Grassi
in alternanza e complementarietà con le mostre tematiche della
collezione.
Ideata
da Urs Fischer e Caroline Bourgeois espressamente per gli spazi di
Palazzo Grassi, la mostra raccoglierà una trentina di opere dell’artista
e comprenderà lavori provenienti da collezioni internazionali,
realizzati dall’artista a partire dagli anni ’90 sino a oggi, e alcune
nuove produzioni.
L’esposizione si articolerà negli spazi dell’atrio di Palazzo Grassi e lungo tutto il primo piano, mentre
al secondo piano proseguirà la presentazione di opere della François
Pinault Foundation.
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione
curata dall’artista e da un programma di film da lui selezionati.
Urs
Fischer, nato a Zurigo nel 1973, vive tra New York e Zurigo. Il suo
lavoro è stato oggetto di esposizioni presso numerose istituzioni
internazionali, come il Centre Pompidou (Parigi), la Kunsthaus di
Zurigo, la Fondazione Trussardi (Milano), il museo Boijmans von
Beuningen (Rotterdam), il New Museum (New York).
La sua partecipazione
alla Biennale di Venezia è stata considerata come una delle più
rilevanti dell’edizione 2011.
Suoi lavori sono stati presentati in tutte
le mostre realizzate da Palazzo Grassi dalla riapertura nel 2006.
Caroline Bourgeois è stata curatrice di numerose esposizioni, tra cui l’Argent, Joan Jonas, Valie Export, Cao Fei, Adel Abdessemed and Loris Gréaud
al Plateau-FRAC Ile de France a Parigi – che ha diretto dal 2004 al
2008 – e di numerose mostre della Collezione François Pinault Foundation
tra cui, nel 2011, Il Mondo vi appartiene a Palazzo Grassi ed Elogio del Dubbio a Punta della Dogana, ma anche Passage du Temps a Lille, Un certain Etat du Monde a Mosca e Qui a peur des artistes? a Dinard.
Palazzo Grassi
Venezia
tel. (+39) 041 5231680
www.palazzograssi.it
Biglietti online : http://www.vivaticket.it/
Venezia
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