
Più tardi, questo spazio fu trasformato in un museo, unico nel suo genere, di icone bizantine e postbizantine, che fu inaugurato nel 1959 e radicalmente ristrutturato nel 1999.
Comprende molte icone, ma anche codici miniati, paramenti sacri ricamati in oro appartenenti agli arcivescovi di Filadelfia e oggetti di piccolo artigianato di grande valore storico ed artistico.
La collezione si è formata da donazioni di membri della Confraternita e di altri ortodossi; molte icone furono trasportate a Venezia da profughi e altre vi furono dipinte da iconografi greci.
Tra queste spiccano le opere di Michele Damaskinòs, Giorgio Klonzas, Emanuele Lambardos, Teodoro Pulakis, Emanuele Tzanes Bunialìs.
Accanto ai pregevoli esempi della scuola cretese esistono alcune opere d'arte costantinopolitana dell'epoca dei Paleologhi, come la Madonna con il Bambino, Apostoli e Santi e l'icona di Cristo "in Gloria" con gli Apostoli, portata da Costantinopoli e donata alla Confraternita da una nobildonna bizantina, Anna Paleologhina Notarà.
dal 04/06/11 al 15/07/11
Christos Bokoros – Chronis Botsoglou “illuminated shadows”
Venerdì 3 giugno 2011 inaugura a Venezia “illuminated shadows”, mostra organizzata dall’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia in collaborazione con la Fondazione “l’altra...Arcadia”, con opere dei pittori contemporanei greci Christos Bokoros e Chronis Botsoglou, appartenenti alla collezione privata di Sotiris Felios.
Le venti opere dei due importanti pittori saranno esposte per la prima volta all’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini e allestite nello spazio storico della Sala del Capitolo, dove ancora oggi si raduna la comunità greca di Venezia, la più antica e più organizzata esistente al mondo.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 giugno al 15 luglio 2011.
Le tele di Chronis Botsoglou sono dedicate al tema del ritorno dall’Aldilà delle persone amate, come si può vedere in parte della sua emblematica composizione “Nekyia”; fiamme, pane benedetto e impronte pittoriche sul legno sono oggetti e simboli della particolare lingua visiva di Christos Bokoros.
Le opere intendono dare un’idea della scena contemporanea figurativa greca in un momento cruciale per questo Paese, profondamente colpito dalla crisi economica, nell’ambito del più grande evento artistico internazionale, la Biennale di Venezia.
“I quadri di Christos Bokoros e di Chronis Botsoglou sono affini rispetto all’origine spirituale e la testimonianza che offrono, sebbene i due artisti seguano percorsi diversi” - scrive nel catalogo il critico Nikos Xidakis .
“Le loro opere dimostrano la sopravvivenza della tradizione pittorica del Mediterraneo, che non riproduce la realtà tangibile, ma rappresenta piuttosto la natura invisibile delle cose e la loro essenza nascosta.
Nei lavori esposti in mostra, che a prima vista compongono l’arbitraria coesistenza dei due pittori contemporanei greci, sopravvivono - in vari modi, ma con gesto deciso - lo spirito della pittura greca antica, le testimonianze materiali della tarda antichità, la grande tradizione della pittura bizantina e la sua fondazione teorica, avvenuta durante il periodo iconoclastico”.
La mostra “illuminated shadows” ha l’obiettivo di creare un ulteriore polo d’attrazione, oltre la partecipazione ufficiale di Diochante al padiglione greco ai Giardini della Biennale, per permettere al pubblico internazionale di comprendere la presenza attiva della Grecia nel panorama contemporaneo figurativo internazionale.
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