Fondazione Bevilacqua La Masa


Il 1999 è stato l'anno del centenario della Bevilacqua la Masa, la Fondazione sorta per volontà dell'omonima duchessa che dalla fine dell'Ottocento sostenne e divulgò i giovani artisti del Triveneto.

A segnare la storia della Bevilacqua la Masa è dunque il 1899, anno in cui la duchessa rese autonoma la Fondazione attraverso la donazione di tutti i suoi averi, inclusi beni immobili, con chiare istruzioni sulla futura gestione.

Gli stabili erano divisi tra spazi espositivi per giovani artisti e alloggi per gli stessi che ancora sconosciuti trovavano un "rifugio" dove vivere e lavorare negli appartamenti di Palazzo Pesaro.

Una tradizione che continua sino ad oggi, segnalando le figure artistiche più significative ed emergenti.

L'avveniristico interesse della Fondazione per la fotografia, il design e la grafica, testimoniano la sottile intelligenza e l'intuizione critica della duchessa, che creò così un momento espositivo informale, alternativo al più complesso sistema della Biennale.



Si rinnova con una nuova importante collaborazione l'appuntamento espositivo che la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica agli artisti degli Atelier che concludono la loro permanenza negli studi.


Io tu lui e lei 


dal 06/03/12 al 15/04/12




 La Fondazione, a conclusione del progetto 'A special day', ospita un evento espositivo, che vede in mostra nelle sale di Palazzetto Tito le opere di Antonio Bigini, Tomaso De Luca, Sabina Grasso e Andrea Romano, a cui si accompagna una serie di incontri e dibattiti.

Nel maggio 2011 a Venezia si è tenuto 'A special day', workshop a cura di Francesco Ragazzi e Francesco Urbano - Associazione E. Durante la residenza, il gruppo di artisti e curatori ha avuto modo di confrontarsi sui temi delle memorie e delle culture queer, vivendo la città come laboratorio per lo scambio di esperienze e la trasmissione di storie, attraverso una rassegna di film e degli interventi che hanno visto la partecipazione dei curatori Pier Luigi Tazzi, Camilla Seibezzi, Filipa Ramos con l’artista Chiara Fumai, del sociologo Luca Trappolin. 

La settimana intensiva ha portato alla preparazione di “una giornata particolare” in compagnia dei veri protagonisti del workshop: un gruppo di otto persone della comunità omosessuale veneziana nate tra gli anni ’30 e ’40. Delicati racconti personali, realtà e fantasie di ieri e di oggi hanno trovato intima risonanza in tre incontri privati.


Indirizzo : S.Barnaba 2826 Dorsoduro


Telefono: 041/5207797; 041/5208879












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