Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti

Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti

Questo edificio occupa un'estensione rilevante di Campo S. Stefano su cui si affaccia con due fronti: il primo breve e litico, il secondo lungo con una elegante polifora che caratterizza l'ingresso all'Istituto.

Il palazzo, acquistato dai Loredan nel 1536, venne ristrutturato con forme e caratteri rinascimentali, da Antonio Scarpagnino.

Dell'originaria fabbrica gotica appartenuta ai Mocenigo rimangono testimonianze costruttive lungo il muro verso il rio e nell'androne sono da segnalare la "vera da pozzo" gotica del XV sec. e le arcate in pietra d' Istria poggianti su capitelli tardo-gotici.

Il progetto dello Scarpagnino comprendeva una decorazione ad affresco di Giuseppe Porta detto il Salviati e del maestro fiorentino detto "dal zallo" raffigurante episodi di storia romana, figure allegoriche, fregi e grottesche, ora completamente scomparsa.

L'atrio d'entrata, che oggi ospita la collezione del "Panteon Veneto", si presenta con due archi ai lati e tre arcate minori al centro, due scaloni laterali, che proseguono in due rampe confluenti nella scala monumentale.

La decorazione a soffitto del mezzanino è stata realizzata, approssimativamente alla fine del Cinquecento, da Antonio Aliense, Iacopo Palma il Giovane e Sante Peranda.

Nello stesso periodo venne eretta la facciata minore verso la chiesa di Santo Stefano, con il prospetto di tipo scamozziano, attribuibile a Giovanni Girolamo Grapiglia.

Questo fronte in pietra trova corrispondenza al suo interno con la sala delle adunanze nella quale è possibile ammirare un bel portale di G. G. Grapiglia, che presenta un architravedecorata da una scultura di Girolamo Campagna, e una tela del Tintoretto con una Madonna col bambino e quattro senatori.

Due sale del piano nobile sono decorate con preziosi stucchi settecenteschi (circa 1760) attribuibili ad Abbondio Stazio, mentre gli affreschi del soffitto sono assegnati a Giuseppe Angeli.

Miniature di vetro. La bomboniera d'artista

24 marzo - 10 giugno 2012

Seguendo il filo rosso delle mostre Lino Tagliapietra. Da Murano allo Studio Glass. Opere 1954 - 2011, e Galanterie di vetro. Il Risorgimento vetrario di Murano nella collezione de Boos-Smith, la mostra dedicata alle bomboniere in vetro provenienti dalla collezione Pezzoli e Tagliapietra apre inediti orizzonti su un ambito poco indagato della storia vetraria, delle arti applicate e del costume.


Le circa cento opere in mostra, possono essere lette, al di là dei loro significati simbolici, come un'affascinante storia in miniatura del vetro del Novecento e di quello contemporaneo, attraverso anche le testimonianze di alcune figure di spicco tra artisti e designer che si sono confrontati con questo tema.


Le tecniche e i colori sono quelli dell'arte vetraria veneziana nelle opere di piccole dimensioni, create appositamente dalla vetreria Barovier & Toso, dalla Seguso Vetri d'Arte e dalla Venini, con i nomi di Tommaso Buzzi e di Carlo Scarpa, negli anni trenta, quaranta - cinquanta, fino alle creazioni più recenti di Lino Tagliapietra.


Strettamente in relazione con il mondo muranese anche le opere contemporanee di Yoichi Ohira, raffinato interprete di quel mondo alla luce della sua formazione orientale। Lo Studio Glass americano, nato agli inizio degli anni sessanta, è rappresentato in mostra da uno tra i più significativi pionieri di questo movimento, Dale Chihuly, influenzato dalla lavorazione a caldo del vetro veneziano di cui rinnova il linguaggio artistico।

Una decisa apertura verso il contemporaneo e verso scuole del vetro di recente formazione degli ultimi vent'anni, a Canberra e Adelaide, è rappresentata dai lavori di Clare Belfrage, in cui si riflette la natura desertica e rocciosa dei paesaggi australiani e di Jane Bruce, artista inglese che ha ricoperto il ruolo di direttrice artistica del Glass workshop alla Canberra University.


Parte integrante della mostra saranno alcune installazioni in vetro realizzate da artisti contemporanei, tra cui Michele Burato, Silvia Levenson, Silvano Rubino e Susanna Sent। Saranno ideate per l'occasione come riflessione sull'universo e sull'evento che ruota attorno a questi manufatti creati a ricordo di avvenimenti nuziali e di nascite.


Biglietto: ingresso unico € 10


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