Ateneo Veneto

L'Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti nacque dalla fusione della Società Veneta di Medicina, dell'Accademia dei Filareti e dell'Accademia Veneta Letteraria, il 12 Gennaio 1812, con decreto di Napoleone I del 25 .12.1810.

Il primo presidente fu Leopoldo Cicognara.

Antica sede della Scuola di Santa Maria e di San Girolamo "applicata alla giustizia", come si legge nei documenti ufficiali della Serenissima, o più comunemente detta di San Fantin.

"E' architettura di Alessandro Vittoria l'Oratorio di San Gerolamo sul Campo di San Fantino" afferma il Temanza nel 1778.

Con il R.D. 25 Aprile 1878 firmato da Re Umberto I e controfirmato dal ministro della P.I. Francesco De Sanctis, l'Ateneo Veneto venne eretto in "corpo" morale e si dava uno statuto che fu approvato nel 1877 e, successivamente, modificato e perfezionato nel Giugno 1920, nell'Ottobre 1934, nel Maggio 1949, nel Maggio 1969 e nel Giugno 1998.


In origine, nel 1458, la Scuola era costituita da due Confraternite, quella di S. Girolamo e quella di S. Maria della Consolazione o della Giustizia con sede comune presso la Chiesa di S. Fantin, da cui più brevemente la denominazione Scuola di S. Fantin con scopi anzitutto assistenziali, esse svolgevano anche la pietosa funzione di accompagnare al "supplizio" i condannati a morte, funzione che portava ad attribuire alla Scuola il nome corrente di Scuola dei "picai" o della "buona morte".

Nel 1471 le Confraternite si trasferirono nella loro prima sede autonoma, limitata a due ambienti al piano terreno di un vicino edificio - oggi sede dell'Ateneo Veneto - che, dopo un periodo ( circa un secolo) come centro di attività assistenziale, nel 1562, venne distrutto da un incendio.

Successivamente, con l'intervento di grandi architetti, pittori e scultori, ebbe luogo alla metà del Cinquecento, fra manierismo e barocco, una profonda ristrutturazione che portò la Scuola agli inizi del Seicento all' attuale configurazione.

Oggi la ex chiesa al piano terra è l'aula magna, e l'ex albergo grande al primo piano ospita la biblioteca; che conta circa 50.000 volumi, alcuni dei quali di inestimabile valore storico e artistico.

Nel 1664, si procedeva a costruire l'albergo piccolo, odierna sala Tommaseo, e la sagrestia nuova, attuale Sala Consiglio al pian terreno.

Nell'immaginare la ricchezza dell'impostazione e la complessità decorativa dell'insieme in quell'inizio di secolo, in relazione alla valutazione dell'attuale patrimonio artistico, ancorché presenti opere notevoli, è opportuno considerare le spoliazioni avvenute nel periodo napoleonico e le diverse vicende che hanno segnato la Scuola a partire da quegli anni, vicende particolarmente rilevanti durante l'Ottocento.

Agli inizi del secolo,dopo la soppressione della Scuola, e l'edificio fu destinato nel 1808 alla Società Veneta di Medicina.

Quest'ultima, fusasi con altri istituti culturali, diede vita il 12 Gennaio 1812 al nuovo sodalizio che prese il nome di Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, avendo come primo Presidente lo storico dell'arte Leopoldo Cicognara, morto a Venezia nel 1834.

Nell'austera sala si può ammirare il soffitto a lacunari in legno con decorazioni in oro, raffiguranti il Ciclo del Purgatorio, opera di Palma il Giovane (1600); e alle pareti, invece, il Ciclo della Passione opere di Leonardo Corona e di Baldassarre D'Anna (1600-1604), mentre i sovrapporta sono opera di Antonio Zanchi (1670) ed illustrano le parabole evangeliche del Figliol Prodigo e del Buon Samaritano.

Sulla parete di sinistra sono collocati i busti marmorei di Nicolò e Apollonio Massa due scienziati e medici veneziani (1500), mentre nella parete di fondo, si trova il busto di Tommaso Rangone, tutte opere di Alessandro Vittoria.

Gli ambienti della Scuola erano costituiti al piano terreno dalla Chiesa - oggi Aula Magna - e dall'attigua Sagrestia, oggi Sala delle Riunioni.


La Chiesa era abbellita da due altari racchiusi da balaustre, opere del Vittoria.
L'altare del Crocifisso, al centro della parete di fondo, era composto da un Crocifisso ligneo del 1400 e dalle statue in bronzo della Vergine e di S. Giovanni Evagelista, mentre sopra l'altare alla parete di sinistra era posta la statua in bronzo di S. Girolamo, uno dei patroni della Scuola.

Il soffitto a lacunari accoglie tredici dipinti raffiguranti il Ciclo del Purgatorio, eseguiti su tela da Jacopo Palma il Giovane, conclusi nel dicembre del 1600, data segnata su un cartiglio al di sopra della porta verso la calle.

Ai lati della stessa porta sono rappresentati due profeti di Leonardo Corona.

Lungo le pareti, sopra gli originali dossali marmorei, sono raffigurate le Storie della Passione dello stesso Corona e di Baldassare d'Anna eseguite fra il 1600 e il 1604.

I sovrapporta della parete di sinistra ospitano due tele relative alle parabole evangeliche del Figliol Prodigo e del Buon Samaritano, opere di Antonio Zanchi (1670), massimo esponente della corrente dei tenebrosi.

Dopo la caduta della Repubblica, nel periodo napoleonico, la Scuola venne soppressa (1806). Gli altari della Chiesa furono smontati e le statue vennero trasferite nella Basilica dei SS. Giovanni e Paolo.

Al posto dell'altare del Crocifisso venne posto il busto in bronzo di Tommaso Rangone, medico filologo ravennate del Cinquecento, opera di Alessandro Vittoria, già nella chiesa di S. Geminiano, a sua volta soppressa unitamente ad altri luoghi di culto.

Al posto dell'altare di S. Girolamo vennero collocati i busti marmorei degli scienziati e medici veneziani Nicolò e Apollonio Massa vissuti nel Cinquecento, opere dello stesso Vittoria, qui trasferite dalla Chiesa di S. Domenico.


Venezia, Campo San Fantin, 1897
Tel.: +39 041 5224459
Fax : +39 041 5200487

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