Giudecca


La Giudecca (in dialetto veneziano Giudèca, anticamente Zudèca e Zuèca) è un'isola (o, meglio, un insieme di isole collegate tra loro) posta a sud del centro storico di Venezia

Si affaccia sull'omonimo canale della Giudecca, di fronte al sestiere di Dorsoduro, di cui l'isola fa parte dal punto di vista amministrativo[2].

Alla Giudecca vera e propria (4.802[1] abitanti) si è aggiunta in tempi recenti Sacca Fisola (1.480[1] abitanti), un'isola posta all'estremità occidentale ottenuta bonificando parte della Laguna.

Situata a sud rispetto al resto della città, ne costituisce una zona residenziale piuttosto tranquilla e priva di eccessiva presenza turistica.

La lunga banchina situata a nord, rivolta verso la città, forma un viale sul quale è molto piacevole passeggiare e che offre meravigliose viste sulla città lagunare

La Giudecca è stata da sempre parte integrante di Venezia e la sua storia è intimamente legata a quella di quest'ultima.

Bonificata in epoca relativamente tarda, fu una zona ricca di orti e giardini, quindi tradizionale luogo di evasione. 

La rapida espansione edilizia l'ha ridotta poi a zona degradata e persino malfamata, contraddistinta da stretti e oscuri vicoli e palazzi trascurati.

Da alcuni decennti l'isola è stata recuperata e vi sono sorti complessi residenziali d'avanguardia che si integrano con il recupero degli spazi industriali abbandonati.

Su questa isola, tra il 1577 e il 1592, venne eretta la chiesa del Redentore su progetto del Palladio

Questo monumento religioso fu un segno di ringraziamento per la fine della terribile pestilenza che nel 1576 causò la morte di un terzo della popolazione cittadina, fra cui lo stesso doge Sebastiano Venier; ancor oggi risulta essere il fulcro della Festa del Redentore.

L'interno della chiesa del Redentore è pregevole e ricco di dipinti dei maggiori pittori veneziani. Nella sagrestia vi sono dipinti di Paolo Veronese.

La migliore vista d'insieme di questa pregevole chiesa tardo-rinascimentale si può avere dalla Fondamenta delle Zattere, ovvero la lunga banchina a sud del sestiere di Dorsoduro.

Il Redentore non è la sola chiesa palladiana presente sull'isola: poco distante sorge infatti la chiesa delle Zitelle che, oltre alle normali funzioni religiose, ospita anche un centro congressi tra i più moderni della città. 

L'edificio attiguo alla chiesa era un tempo adibito a convento per ragazze indigenti che potevano qui imparare i tradizionali lavori femminili (fra cui i famosi merletti veneziani).

Di notevole pregio è anche l'antichissima chiesa di Sant'Eufemia, risalente al VII secolo: è fra le più antiche di Venezia, e nonostante la semplicità degli esterni, racchiude un interno di notevole pregio.

Vanno ricordati anche due complessi monastici con la relativa chiesa: quello dei santi Biagio e Cataldo, che vide l'intervento degli architetti Domenico Rossi e Giorgio Massari, ma oggi non più esistente (demolito nel XIX secolo), e quello di Santa Croce, ancora visibile, seppur sconsacrato e in stato di abbandono.

Sull'estremità occidentale dell'isola sorge il neogotico Molino Stucky, costruito nel 1895 dal conte Giovanni Stucky.

Troppo costoso da mantenere, cadde in disuso nel 1955

Rilevato dal gruppo Acqua Pia Antica Marcia, dal 2007 è adibito a centro congressi e hotel della catena Hilton.

Sulla punta opposta dell'isola sorge invece l'Hotel Cipriani, una delle residenze veneziane più lussuose, non molto lontano dal quale si vede la caratteristica facciata della Casa dei Tre Oci, palazzo neogotico, di cui sull'isola è presente anche un altro esempio nel complesso di Villa Herriot, rivolto verso la laguna.

Tratto da Wikipedia.it
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