
Un’esperienza museale unica al mondo quella che si può vivere al Museo dedicato a Emilio Vedova dove le tele del grande artista veneziano vengono esposte per mezzo di una struttura meccanica che con un movimento circolare le trasporta dal magazzino, in cui sono conservate, nella sala dove gli spettatori possono ammirarle mentre “galleggiano” nell’aria.
Lo spazio espositivo, all’interno del primo dei nove Magazzini del Sale, gli antichi magazzini che la Repubblica di Venezia utilizzava per stipare il sale, è stato progettato dall’architetto Renzo Piano.
Il meccanismo da lui pensato per esporre le opere di Vedova è unico al mondo: le opere “sonnecchiano” in un magazzino allestito in fondo all’edificio per poi essere accolte “nella dimensione dell’eternità” ha spiegato il curatore artistico e scientifico della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Germano Celant.
Dunque niente chiodi, le grandi tele vengono prelevate, dieci per volta, da un dispositivo meccanico che le porta in sala dove restano sospese a diverse altezze per due ore, permettendo agli spettatori di ammirarle da qualsiasi angolazione, anche da dietro.
Ogni due ore il meccanismo si mette in modo per cambiare l’allestimento: con un movimento lento e circolare le tele esposte lasciano il posto alla nuova serie.
Questa è dunque la prima mostra di opere d’arte dinamica dove lo scenario espositivo può essere cambiato a piacimento, riposizionando le opere nello spazio assistiti da delle macchine automatiche.
Il progetto di Renzo Piano è un vero e proprio omaggio all’amico Vedova di cui è nota la passione per la circolarità e il movimento, entrambi aspetti presenti in questa singolare mostra.
Per rendere l’esperienza ancor più spettacolare la pavimentazione è stata inclinata in modo da consentire ai visitatori di cambiare prospettiva.
Emilio Vedova "Teleri 1981-1985"
Dal 16 febbraio gli spazi espositivi presso i Magazzini del sale riaprono con la mostra 'Teleri 1981-1985'.
Nell'autunno del 1980 Emilio Vedova, che aveva concluso da qualche anno il lavoro ai Plurimi/Binari dei cicli Lacerazione ‘77/'78, è invitato a Città del Messico per una mostra antologica di grafica al Museo de Arte Carrillo Gil e per un ciclo di "lectures" all'università UNAM (Universidad Nacional Autónoma de México).
Questo viaggio/studio, del quale il maestro veneziano frequentemente ne sottolineava l'importanza ricordando con passione luoghi, situazioni ed incontri di estremo interesse e vitalità, ha certamente rappresentato momento decisivo per l'evoluzione della poetica vedoviana degli anni successivi.
Infatti nel 1981 Vedova inizia cicli di grandi dipinti su tela chiamandoli Teleri proprio come nella antica tradizione veneziana dove il teler era una grande tela applicata alla parete e dipinta ad olio.
Queste opere sono caratterizzate da
una incontenibile carica espressionista, dal gesto forte e potente e
dall'uso del colore timbrico ed esplosivo.
La mostra testimonia con tre
serie di teleri, movimentate dalla macchina che l'arch. Renzo Piano ha
progettato per Emilio Vedova, alcune opere particolarmente significative
di quegli anni, dal ciclo Compresenze del 1981 ed Emerging del 1982,
dal ciclo Rossi e ...als ob... del 1983 a quello Da Dove (1984) e Di
Umano (1985), che anticiparono i Dischi, i Tondi e gli Oltre.
Indirizzo: Magazzini del Sale, Fondamenta delle Zattere
Orari: dal martedì alla domenica dalle 11.30 alle 18.30
nel mese di luglio: dal mercoledì alla domenica dalle 11.30 alle 18.30
Ingresso: gratuito
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