
Lungo Fondamenta Sant’Andrea, al numero civico 4118, troviamo Palazzo Albrizzi, la cui facciata è composta di una quadrifora che si apre su un balcone, affiancato da coppie di monofore; ogni foro è sormontato da un arco, con elegante ghiera sagomata ed unghiata, che ci induce ad ascriverne la datazione ai primi anni del Cinquecento.” (Giuseppe Cristinelli, Cannaregio, Un Sestiere di Venezia, Officina Edizioni, Roma, 1987. pp. 290-291).
Questo Palazzo, nel XVII secolo, veniva incorporato nella proprietà della Famiglia Albrizzi, quale bene dotale, in occasione delle nozze di un Nobile Albrizzi con una discendente della Famiglia Capello.
Quest’ultima, originaria di Capua ( da cui l’appellativo di “Capueli” attribuito ai suoi membri), fu la prima proprietaria del Palazzo.
Nell’”Arbore Genealogico”della Eccellentissima Famiglia Capello Nob. Ven. - nobiltà acquisita grazie al supporto dato alle campagne militari d’Oltremare della Repubblica Serenissima – troviamo nell’850 Steffano Capello, Tribuno delle Isole e nel 1669 Andrea Capello, nome ricorrente, legato al Santo Patrono della Casata, che vanta nel corso dei secoli, fra i suoi membri, Ambasciatori, Generali de Mar, Senatori, Procuratori, qualche Vescovo e stretta parentela con il Doge Mocenigo e con il Doge Loredan Priuli.
L’edificio presenta la struttura della Casa Fondaco, con elegante Portego e sale laterali. Il salone centrale del piano nobile è finemente decorato con stucchi e affreschi di Scuola Tiepolesca.
Il salone adiacente, noto come “Sala della Pace”, che forma quasi un corpo unico con il primo, ha le pareti tappezzate di damasco e conserva un elegante soffitto del Guarana.
Un vero gioiello è la “Saletta della Musica”: figure danzanti, incastonate in medaglioni che conferiscono loro effetti chiaroscurali, chiudono il perimetro del soffitto circondato da tralci e da Najadi.
Su un campo ovale, delimitato da un serto di rose, trionfa la vetustà di una Venere scortata da putti, che si librano nell’azzurrità dello sfondo.
Le rose ritornano anche nei motivi dei preziosi lampadari di Murano dai riflessi d’alabastro.
Palazzo Albrizzi è un “bijou”: l’espressione si adatta a sottolineare lo stile di un manufatto profondamente modificato verso la fine del Settecento, rispetto all’austerità originaria del complesso, per seguire la moda del tempo, mantenendo però un armonioso rigore.
Situato su un’isola silenziosa, al riparo dai frastuoni, intimo e raccolto, Palazzo Albrizzi sa animarsi e vivere i fasti di epoche passate, richiamate in vita da una sapiente regia.
Palazzo Albrizzi è il luogo d’incontro ideale per gli amanti dell’Arte, della buona Musica e della buona tavola, che vogliano vivere momenti irrepetibili per la loro unicità in un’atmosfera cordiale e rilassata.
Sito nei pressi della Ca’ d’Oro, Palazzo Albrizzi è raggiungibile via Taxi o Gondola direttamente in Fondamenta S. Andrea o Fondamenta S. Caterina.
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