
Per i primi tre secoli, dalla metà del Quattrocento alla metà dell'Ottocento, la storia del Palazzo è segnata dalla convivenza al suo interno di diversi rami di illustri famiglie veneziane: i Marcello, i Gussoni e i Cavalli.
Negli anni '40 dell'Ottocento l'arciduca Federico d'Austria riunifica la proprietà e dà l'avvio ad un complesso e articolato progetto di lavori di ammodernamento che dovevano condurre il palazzo a quella caratteristica di modernità che ne costituisce una peculiarità; già nel 1847 il palazzo viene acquistato dal conte di Chambord, per la Francia legittimista Enrico V, che affiderà i lavori di restauro a Giambattista Meduna.
Nel 1878 il barone Raimondo Franchetti compra il palazzo, che resterà alla famiglia fino al settembre 1922 quando sarà ceduto all'Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie dalla vedova del barone, Sarah Luisa de Rothschild.
A questo periodo viene associato il nome dell'architetto Camillo Boito che vi compì importanti trasformazioni progettando lo scalone monumentale.
PICASSO e VOLLARD. Il genio e il mercante
dal 05/04/12 al 08/07/12
Per la prima volta in Italia, nelle sale
dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, 150 opere raccontano il
lungo e contrastato sodalizio intercorso tra il mercante d’arte
Ambroise Vollard e Pablo Picasso.
La mostra, ideata e organizzata da GAmm Giunti in collaborazione con
l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, curata da Claudia Beltramo
Ceppi, propone, nelle sale di Palazzo Franchetti, un percorso
espositivo con oltre 150 opere, tra cui la serie completa delle 100
incisioni della Suite Vollard, la Minotauromachia, forse l’assoluto
capolavoro grafico di Picasso, le 30 acqueforti originali per l’Histoire
Naturelle di Buffon, le acqueforti dei Saltimbanchi.
Pioniere tra i mercanti d’arte della fine del XIX secolo, Ambroise
Vollard (1866-1939) svolse un ruolo decisivo nello sviluppo dell’arte
moderna fino ai primi decenni del XX secolo.
Grazie al suo intuito, al
suo genio commerciale e alla sua audacia, Vollard riuscì a crearsi una
posizione di tutto rispetto nel mercato dell’arte mostrando un notevole
interesse per gli artisti sconosciuti o “messi al bando”. Vollard non
solo organizzò la prima mostra monografica su Paul Cézanne nel novembre
del 1895 ma, nella sua galleria d’arte, espose le opere dei Nabis e
prese le difese di molti giovani pittori come Derain o Rouault.
Quando
nel 1901, un giovanissimo artista catalano, Pablo Picasso giunse a
Parigi e cercò di farsi strada nel mondo dell’arte e delle gallerie, fu
proprio Ambroise Vollard a offrirgli, fra i primi, un’occasione di
esporre nella sua galleria, confermandosi il mercante-editore capace di
promuovere le avanguardie con i più grandi collezionisti europei e
americani.
Iniziò così una relazione complessa
che coinvolse profondamente i due uomini e che si prolungherà per quasi
quarant’anni, fino alla morte di Vollard nel 1939.
Fin
da quel lontano inizio, Vollard acquistò e vendette i dipinti di
Picasso a Schukin e Morozov, a Gertrude e Leo Stein, a Barnes e
Thannhauser, perfino a Stieglitz, ma soprattutto commissionò e stampò alcuni dei suoi maggiori capolavori grafici.
Dalla
serie dei Saltimbanchi con la celeberrima acquaforte Le repas frugal al
Chefs d’oeuvre inconnue di Balzac, agli animali di Buffon, fino alla
sua più ampia e straordinaria raccolta, La Suite Vollard a cui Picasso
lavorò dal 1927 al 1937.
Quest’ultima, sebbene pronta, rimase per lungo
tempo sconosciuta a causa della morte di Vollard e per lo scoppio della
seconda guerra mondiale, giacendo nel magazzino dello stampatore fino
alla Liberazione della Francia e all’istituzione dell’Ambroise Vollard
Estate.
Prezzi
Ingresso intero: 9 €
Ingresso ridotto: 7.50 €
Ingresso ridotto per: under 18 e over 65, gruppi (min 15-max 25 persone), studenti, titolari di convenzioni; ridotto scuole € 4,00
0 commenti:
Posta un commento